AGEA - Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura

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MARCIUME DELLE DRUPE (Camarosporium dalmaticum (Thum) Zachos)

Fra i vari funghi che possono produrre marciumi delle drupe assume particolare rilievo, per incidenza e diffusione Camarosporium dalmaticum (Thum) Zachos e Tzavella-Klonari (Syn: Sphaeropsis dalmatica (Thum) Gigante).

Sintomatologia

I frutti attaccati presentano macchie rotondeggianti di colore bruno scuro, in corrispondenza delle quali si ha il distacco della cuticola che assume riflessi argentei. In fase più avanzata, si ha la suberificazione dei tessuti e la macchia assume l'aspetto di una tacca rotondeggiante color cuoio, infossata e a margine netto. Su di essa il patogeno differenzia i corpi fruttiferi, picnidi, sotto forma di puntini neri visibili ad occhio nudo.

Biologia ed epidemiologia

Il patogeno penetra nelle drupe attraverso ferite di natura biotica od abiotica, in particolare la diffusione viene principalmente operata dall'insetto cecidomide Prolasioptera berlesiana Paoli, che inocula il fungo con le proprie uova nelle punture di ovideposizione della mosca dell'olivo, essendone un predatore oofago allo stato larvale.

Controllo

La malattia, in quest'ultimi anni si è molto diffusa in Calabria, che si aggiunge a quelli causati dalla mosca e dalla cecidomia. Sulle olive da tavola la presenza del marciume rende i frutti incommerciabili. L'incidenza della malattia è legata agli attacchi di mosca, pertanto il controllo è indiretto. Per eventuali interventi diretti, finalizzati al contenimento del marciume, possono essere efficacemente realizzati con prodotti rameici sin dal mese di Luglio fino all'inizio dell'invagliatura.

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