AGEA - Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura

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LEBBRA O ANTRACNOSI (Colletotrichum gloeosporioides Penz.)

A partire dal 1950 è stata una delle malattie più gravi dell'olivo. L'agente patogeno, descritto inizialmente come Gloeosporium olivarum Alm., è stato successivamente classificato come Colletotrichum gloeosporioides Penz., anamorfo di Glomerella cingulata (Stoneman) Spaulding et van Schrenk. È un fungo, polimorfo e ubiquitario che, in ambienti caldo- umidi, si colloca fra i più importanti agenti di marciumi dei frutti in pre-raccolta e post-raccolta. In ambienti a clima temperato è agente di "antracnosi" su altri organi vegetali e frutti di piante arboree, sui quali si comporta in genere da patogeno opportunista. In Calabria si trova frequentemente associato a piante di agrumi ed anona (Pennisi e Agosteo, 1994).

La manifestazione più evidente della malattia è il marciume delle drupe che inizia a manifestarsi in autunno, a partire dall'invaiatura. Le infezioni interessano particolarmente le porzioni basse della chioma dove è maggiore il tasso di umidità e la presenza di inoculo proveniente dalle zone più alte. Sulle drupe verdi le infezioni sono meno frequenti e si manifestano con aree brune, marcescenti e localizzate all'estremità distale della drupa.

I frutti possono raggrinzire e mummificare, rimanendo attaccate alla pianta, dove svolgono un ruolo importante ai fini della conservazione dell'inoculo per le successive infezioni. Le olive a terra marciscono con maggiore rapidità e costituiscono fonte di inoculo per il trasferimento delle infezioni alle drupe cadute in attesa della raccolta. Gli oli ottenuti dalla lavorazione di partite infette acquisiscono una colorazione rosata più o meno intensa ed un'elevata acidità, fino a valori di 12-13° (Martelli, 1959; Sagasta Azpeita) o anche superiori.

Controllo

Il controllo della malattia in alcuni areali, risulta particolarmente difficile. I fattori climatici e la struttura degli oliveti determinano condizioni estremamente favorevoli allo sviluppo del patogeno e, nel contempo, rendono più difficile il realizzarsi di interventi di lotta preventivi e curativi. La scelta della varietà riveste carattere prioritario, rispetto a funghi come "lebbra" e "occhio di pavone" che si avvantaggiano notevolmente di queste condizioni climatiche. Non sono purtroppo note varietà immuni alla lebbra ma sono stati osservati comportamenti differenti fra le diverse varietà anche in relazione all'organo attaccato. Le varietà a frutto piccolo risultano generalmente più tolleranti di quelle a frutto più grosso e la resistenza sembra poter essere correlata alla struttura delle cellule epidermiche della drupa. Anche le varietà più tardive risultano meno suscettibili delle precoci in quanto sfuggono ai primi attacchi autunnali del patogeno.

Gli interventi di difesa, benché necessari al fine di contenere gli attacchi, non riescono a garantire un soddisfacente controllo della malattia. In genere vengono realizzati alcuni interventi, cadenzati a distanza di 3-4 settimane, a partire dal mese di Luglio fino alla fase dell'invagliatura, utilizzando fungicidi rameici. Allo scopo di aumentare la persistenza dei trattamenti, soprattutto in periodi piovosi, è consigliabile applicare prodotti rameici in soluzione oleosa.

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