AGEA - Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura

Ministero dell Politiche Agricole, Alimentari e Forestali

Unione Europea

"Campagna finanziata con il contributo della Unione Europea e dell'Italia"
"Reg. Cee 867/08 modificato dal Reg. Ue 122/11 Attività E Azione B
Sito internet finalizzato alla diffusione dei dati riguardanti le attività B, C, espletate dall'Apolc"

CERCOSPORIOSI (Mycocentrospora cladosporioides Sacc.)

La "cercosporiosi" o "piombaggine", è causata dal fungo Mycocentrospora cladosporioides (Sacc.) P. Costa ex Deighton (Syn. Cercospora cladosporioides Sacc.). È una patologia sottovaluta, rispetto alla sua diffusione ed ai danni che può causare nelle annate più umide.

Sintomatologia

Le infezioni interessano principalmente le foglie che, sulla pagina superiore, manifestano aree clorotiche diffuse, successivamente brune e disseccate. La diagnosi della malattia può essere fatta osservando il sintomo sulla pagina inferiore delle foglie. Qui, la presenza del fungo si manifesta con punteggiature fuligginoso- nerastre, dovute alla presenza delle strutture miceliari brunastre del fungo, con conidi allungati, portati da conidiofori lunghi. Con andamento stagionale secco, si ha la formazione di pseudosclerozi bruni, per cui, il micelio fungino e i peli stellari delle foglie, possono conferire una colorazione grigio- plumbeo alla pagina inferiore della foglia. Sui germogli dell'anno, i primi sintomi si manifestano sulle foglie basali a partire da fine estate, per poi proseguire durante l'autunno interessando le foglie superiori. Le foglie colpite vanno incontro a cascola precoce, sia in autunno che in primavera. In ambienti umidi si possono avere defogliazioni quasi generalizzate, soprattutto a carico dei rami basali. Sulle drupe il sintomo si manifesta con macchie bruno violacee, rotondeggianti, successivamente infossate, che possono provocare deprezzamento sulle olive da mensa.

L'epidemiologia del fungo non è ancora molto chiara. La penetrazione nelle foglie avviene attraverso gli stomi e le infezioni si realizzano prevalentemente in autunno e primavera, in presenza di elevata umidità e/o piogge. Il fungo può continuare a svilupparsi da saprofita sulle foglie a terra e i conidi per le nuove infezioni, possono provenire da foglie infette sia sulla pianta che a terra. Frequentemente i sintomi della malattia si associano a quelli dell'occhio di pavone.

Controllo

Pur in presenza di una diversa suscettibilità varietale, si hanno poche indicazioni per le cultivar italiane e quasi nessuna per quelle calabresi. Qualora non si debbano effettuare interventi contro l'occhio di pavone, può rendersi necessario effettuare interventi contro questa malattia, utilizzando prodotti rameici a fine estate e/o autunno, a partire dalla prima comparsa dei sintomi, al fine di devitalizzare i conidi del fungo e proteggere la vegetazione dalle nuove infezioni. In qualche caso, può essere utile un intervento primaverile.

pagina 5  10  11  12  13  14  15  16  17